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i sogni più belli si fanno ad occhi aperti
DIARI
20 febbraio 2009
non guardarmi
 

Quando le critiche più dure le ricevi da chi ti sta vicino cominci a dubitare di te stessa

Quando tutti ti elogiano per le tue doti cominci a sentirti confusa se pensi che per le persone per te più importanti non contino nulla

Neanche il dipinto più bello ti redimerà dalla tua condizione

Quanto peso può avere una parola ancora adagiata sulle labbra?

Quanta importanza pretende un sospiro?

Buona a nulla                                                                         

Incapace

Non ha nessuna importanza se sai disegnare, se hai mille idee, se per qualcuno quello che dici è oro colato…

Il tuo vero valore si vede tra le mura di casa

Ti vorresti arrampicare anche tu su quella cima in cui tutti sembrano guardarti, da cui tutti si dilettano a giudicare e tu che rimani lì sotto non sei in grado d’alzarti?

Non mi senti?

Chissà qual è la distanza giusta per vedere le cose

Chissà se riuscirai a diventare matura come lui, come lei vorrebbe, come è giusto essere ma senza fare paragoni

Lo so, lui è il tuo preferito, forse perché siete uguali…stesso modo di far sentire le persone inutili e inferiori, stesso modo di avere ragione perché ovviamente il vostro è il modo corretto di concepire le cose

Semplicemente accettatemi

Perché io sono così, diversa, senza pretendere che gli altri siano uguali a me


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sentimenti
2 dicembre 2008
seven days

                                             

     



                                                                                                                                                                                                                                                                                              




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18 giugno 2008
Due parole
 

Non per rimproverarti , stavolta

Ma è da un po’ che io e te non facciamo due chiacchiere

Sai mi sono fatta una ragione per tutto, anche per le cose che non ce l’hanno e mi sono accettata per quello che ero e per come sono diventata. Ho aperto gli occhi su molte cose e sono tranquilla.

Sono felice di essere cambiata

Certo devo ancora migliorare ma è tutta un’altra cosa alzarsi col sorriso piuttosto che con una smorfia di sufficienza

Le cose non sono tornate come prima : quando le persone cambiano lo fanno sempre una volta sola, sempre la prima, mai la stessa e non mi riferisco solo a me

Ho imparato a portare pazienza, a saper aspettate, immobile, che le cose passino

A perdonare senza riserve e a voler bene senza clausole

E sono felice di essere arrivata sino a qui anche se la strada che ho scelto per arrivarci è stata la più difficile e dolorosa

Ma forse è stato proprio questo a farmi arrivare con più determinazione

Ho trovato un posto quasi a tutto e a quello che resta fuori posto lo lascio comunque lì, certe cose devono stare dove hanno deciso di stare

Lascio le cose fluire, che procedano libere e veloci, mi limito solo a coglierne l’essenza e spero che gli altri facciano lo stesso con me

Sono foglia che cade e roccia su un baratro

Lasciatemi a terra o aggrappatevi a me

Sto bene, anche quando sono giù, perché so che al risveglio starò ancora meglio

 

Pace                                 Silenzio                                             Aspetto





















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16 aprile 2008
ti vedi
 





Nello specchio in cui ti cerchi ogni mattina non t’accorgi di nulla.
Nel tuo silenzio si celano le più insospettabili paure e i più dolorosi pensieri.
Ogni tanto ti volti indietro per vedere se ciò che ti sei lasciata dietro tornerà come ti è stato promesso dimostrando mancanza di fede e dovrai aspettare ancora.

Chissà se sei davvero cresciuta…

Chissà se cerchi ancora qualcosa dentro la finestra e chissà se riuscirai mai a staccarti dalla parete.Resti immobile e pensi all’ultima volta che andavi bene.

Ti giustifichi troppo
Giustifichi troppo chi ti fa del male perché pensi di meritarlo
Non pensi mai a come possano sentirsi gli altri
Piangi se calpestano un fiore
Credi troppo nelle favole e da quando hai smesso di crederci ti sono spuntate le piume
Hai amato le persone sbagliate e ricevi amore da chi non desideri
Vorresti essere qualcun altro per rimpiangere ciò che eri
Vorresti tornare indietro per non dover imparare dagli errori

Son passati tre anni e ti sembra ieri quando avresti lasciato tutto per intraprendere una strada lontana ma chissà se ti avrebbe portato dove vorresti essere adesso

E rileggi vecchie lettere e quando ci trovi anche le foto è ancora meglio

E adesso hai 23 anni penso che sia arrivato il momento di metter da parte i rimpianti, le illusioni e quel che non è stato sarà…vedrai.




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22 gennaio 2008
Se è follia

 

Situazioni assurde come poche volte ci si azzarda a pensare.

Come scoprire che le vite di tre persone sono ruotate attorno ad una lettera scritta da una ragazzina di tredici anni…tre come potevano essere cinque o venti…quante le singole parole della lettera.

Parole nere come la morte nei giorni successivi, rosse come il fuoco che le ha bruciate e bianche come la speranza che le ha tenute in vita.

Per non averci pensato abbastanza e per averci creduto troppo

Assurde come pensare di non dover morire




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22 gennaio 2008
Una donna
 

Seduta sul bordo del letto guardo la mia immagine riflessa allo specchio…

quei lunghi capelli che una volta ti piacevano, di cui andavi fiera, adesso sembrano lunghe braccia che ti tengono la testa ferma sulle paranoie sulle quali hai costruito la tua vita.

Quante volte da ragazza hai sognato l’amore eterno, quello dei libri dove sottolineavi le frasi più belle o quello dei film dove piangevi di nascosto da tua madre,e quante volte facevi progetti con le tue amiche e ti consideravi migliore di loro perché tu ce l’avresti fatta?

Realizzare il tuo sogno sarebbe stato troppo facile…

Credevi

Bianca e sciupata, mi guardo le mani…

Avevi gridato al mondo intero che tu saresti stata la più fortunata, eri in gamba e tutti te lo dicevano ma bambina, i sogni non fortificano…distruggono.

E 30 anni dopo ti ritrovi in una stanza buia dove la cosa che più ti conosce è lo specchio che ti ha vista tante volte piangere…e lo scruti, cerchi di vedere oltre quella figura esile e disorientata che ti osserva.

Quando tuo marito ignorava i tuoi gemiti o le tue domande sulle sue assenze dov’era il tuo coraggio di gridare in faccia le cose non ti piacevano alla gente?

Quando tua figlia ti ha detto che ti odia perché non vali niente dov’era la tua voglia di cambiare il mondo e i tuoi sogni?

Non era questo che avresti immaginato della tua vita…

Avresti aspettato

Mi alzo, mi accarezzo il viso scarno e tremo




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22 novembre 2007
SADICAMENTE

  Piccola e delicata, tremano le tue ali

Sul mio dito ti aggrappi per non cadere

Sai che ti è concesso un giorno solo ed è solo per quel giorno che sei venuta al mondo

Lente le tue ali si schiudono -guardami- mi dicono…

E sei così bella che vorrei rinchiuderti nell’ambra, vorrei farti mia sempre…

E tu già guardi fuori la finestra, il tuo è un mondo incantato, di favole e colori che vale la pena vivere…anche solo per un giorno

Aspetto…magari cambi idea…tu tremi ancora, sei ancora così ingenua…

Poi ti decidi…ti muovi elegante sul mio dito e poi ti alzi in volo

Danzi nella volubilità dei tuoi pensieri…leggera e fatale…



-NON ENTRA MIA MADRE E RIEMPIE LA STANZA DI DDT?!?-




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13 settembre 2007
La blatta
 

Pensavo di trovare del cibo e invece niente.

Sono stato ingannato dai resti di una cena appiccicati sotto una ciabatta ma ormai sono dentro e sarà meglio nascondermi…gli umani sono molto pericolosi e sanguinari. Ho perso quasi tutta la mia famiglia per colpa loro!

C’è troppa luce e sono allo scoperto, sarà meglio sbrigarmi o mi vedranno…da questa parte c’è più buio…e che odore strano in questa stanza e quanti oggetti sparsi sul pavimento, non sarà difficile nascondermi.

Questo posto mette i brividi…nemmeno un germoglio o una foglia secca…gli uomini non hanno proprio gusto! Oh ecco che entrano!

———

Sto fermo da diversi minuti, non posso rischiare di essere visto altrimenti sarà la fine ma dietro questo grande palazzo di gomma sono al sicuro. L’umana si è diretta verso un tavolo e non mi ha visto. E’ stata un po’ di tempo a parlare con un’oggetto che non forse non funzionava perché certe volte alzava la voce. Poi si dev’essere stufata perchè l’ha gettato sul letto e si è seduta di fronte a me.

Mi guarda!Oddio! Scappo? Resto immobile?Ascolto…L’umana emanava strane vibrazioni, frenetiche irregolari

Si era sdraiata sul letto e si era coperta il viso col braccio. Se volevo scappare questo era il momento giusto.

———

Sotto il letto sono al sicuro: è buio e sporco al punto giusto. Gli umani hanno paura del buio e non vengono a curiosare da queste parti ma la polvere e i piccoli oggetti non mi aiuteranno a lungo. Ho bisogno di cibo.

La ragazza cammina di nuovo su e giù per la stanza, non posso uscire. La sua voce è assordante e le antenne non smettono di vibrare. Ogni tanto si zittisce, ha il respiro affannoso poi riprende e dopo singhiozza. Hanno uno strano modo di comunicare e quando la sua voce diventa più insopportabile si butta sul letto e lascia penzolare la mano. Non parla più ma il letto si muove a ritmi irregolari. Ancora silenzio…

———

Ho ispezionato invano questa stanza paurosa e ci sono piccoli umani appesi al muro, altri che pendono dall’enorme scatola sopra il letto, farfalle imbalsamate, strisce colorate, oggetti di svariata forma e grandezza, oggetti orribili e indescrivibili, quelli che farebbero paura al peggior predatore di animali…(ma che dico…tutti sanno che il predatore più pericoloso è l’uomo) e ho anche trovato altri insetti morti!Ma gli scarafaggi non sono carnivori e se non trovo una via d’uscita presto morirò anch’io. Ma adesso è meglio restare fermi.

La ragazza si è tolta i coperchi dei piedi (quelli che usano per ucciderci…o lanciandole a distanza o schiacciandole con forza sopra di noi) e cammina scalza per la stanza. Si ferma si siede fa qualcosa con le mani poi si gira verso di me poi gesticola sul tavolo. Poi torna a letto. Ora capisco perché sono tra gli animali più longevi…perdono gran parte della loro giornata a fare riti lunghi e inutili solo per andare a letto.

E diventano anche gli animali più indifesi di tutto il regno animale…non hanno sensori notturni, non hanno le orecchie movibili per sentire i rumori di notte, non hanno neanche un sistema termico corporeo molto funzionante se devono coprirsi con tutte quelle coperte…ma a chi è stato quel genio che li ha messi in cima alla classificazione animale?!Un uomo! E certo! Vedi che succedeva se lo facevano fare ad una blatta o ad un fenicottero! Altro che specie dominante…nella jungla a raccogliere banane eravate! E andiamola un po’ a vedere questa “specie dominante” che non saprebbe neanche distinguere un capitone da un’anguilla!

———

Dalle pieghe delle lenzuola sono arrivato al cuscino. Ho fatto attenzione a non toccarla per evitare che si girasse e mi schiacciasse…sono così ingombranti! Il suo corpo è rilassato, il respiro regolare e l’odore sgradevole…dovrebbero lavarsi un po’ di meno! Ho faticato a raggiungere la cima della foresta pelosa che hanno sulla testa, a momenti mi perdevo ma da qui si vede tutto.

In cima alla testa hanno una fessura che tengono semiaperta anche quando dormono (eppure non emettono nessun segnale infrasuono…)poi c’è una sporgenza in discesa che termina su due piccole collinette in cui crescono dei peletti ordinati e in fila. Sotto ad esse ci sono setole ma più folte e disordinate ma non sembrano antenne e non vibrano neanche. Che cosa buffa…dalle colline fuoriesce un liquido salato…e chi se l’aspettava:gli umani sono fatti di mare! E questa umana sembra averne pure troppo dato che non fa altro che buttarlo via!

Nella mia vita ho visto molti umani: ci sono quelli che stanno all’aperto che sono i più distratti, ci camminano sopra senza vederci, a volte ci schiacciano e neanche se ne accorgono. Un umano s’è fatto più di tre isolati con mio zio appiccicato sotto la scarpa…posso ancora sentirlo gridare “MMMMAAAAAAAAAAA-----MMMMMAAAAAA------EEEEEEEEEE----------HHHHHHHH” era muto, buonanima. E poi ci sono gli umani che stanno dentro le case, quelli che stanno tutto il giorno con la bomboletta blatticida, quelli che se osi mettere un ‘antenna fuori il letto sei morto, quelli che gridano come pazzi e corrono a destra e sinistra e poi tornano con un tacco dodici per infilzarti e uscire il sabato sera con le amiche a raccontarsi che un gigantesco animale mostruoso aveva cercato di aggredirle…

Quest’umana invece sembra diversa…posso sentire la sua debolezza della vibrazioni del respiro, sembra quasi che stia per spegnersi da un momento all’altro…sarà derivato dallo scorrere continuo dell’acqua, deve richiedere molto sforzo e la sento così stanca…

———

All’alba sono ancora sul cuscino ad osservarla. S’è girata più volte e ha fatto strani versi e a vederla più da vicino sembra quasi…sta aprendo gli occhi! Devo scappare al più presto! Oh no mi ha visto!! Forse sotto le coperte posso ancora salvarmi…se solo smettesse di urlare dannazione! Il suo richiamo ha attirato altri umani, sento delle voci agitate e il letto si muove…gira tutto…Resto immobile, hanno tirato via le coperte, magari mi credono morto e mi lasciano come gli altri insetti…e invece un colpo violento mi butta a terra. E’ pericoloso stare qui devo nascondermi! Mi nascondo dietro il grande palazzo di gomma, forse sono salvo! Ma che hanno da gridare?! Si muove! Il palazzo si muove…si alza…oh! Non è un palazzo….è il coperchio dei piedi! È sopra di me! Dove vado? Da che parte?? Corro…ma dove? Maledette gambine!!

———

Che schifo! Ho dormito con uno scarafaggio!!! Che fai ancora lì? Sbrigati buttalo fuori che mi fa impressione! Schifosi animali! Poteva uccidermi! Devo chiamare subito Cristina!




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DIARI
11 settembre 2007
Venire al mondo dal lato sbagliato
 

“Sono l’atroce verità che ti sveglia nella notte
Sono l’urlo dei giorni maledetti ancor prima di saper parlare
Sono il sottile filo trasparente che lega la mia vita alla tua morte
Sono l’incubo e il desiderio corrotto
Sono il piccolo spauracchio di piombo
Sono il peso delle tue scelte sbagliate
Sono il tuo capro espiatorio
Sono il tuo scherzo del destino, quello che tutte temono e scongiurano
Sono il tuo abisso e l’indifferenza alla tua coscienza
Sono la mela marcia del tuo cesto, il veleno tra i denti
Le bugie che ti sei raccontata
La tua parte oscura, quella che un giorno è esplosa in faccia a tutti
Sono il ricordo più doloroso tra tutti i giorni bui
Sono il caso, l’amore costretto e male corrisposto
Sono la mano che ti tiene la testa schiacciata a terra, non puoi guardare cosa c’è in alto
Sono la tua ossessione e il tuo rancore
Le frasi mai dette e i giorni da dimenticare
Sono tutto ciò che nessuno mai vorrebbe essere e lo sono senza averlo chiesto
Non sono amato e non riuscirò ad amare perché sono nato dall’odio e per l’odio continuerò ad esistere
Ho solo 8 mesi ma mi sento il peso dei tuoi 21 anni”


Sogna…sogna ancora e non pensare a ieri né al domani…cosi lontano e incerto e così poco conveniente

Venire al mondo è così difficile e sopravvivere quando nessuno t’aspettava ancora meno ma tu sei già un grand’ uomo e grandi diverranno le tue spalle per poter portare il peso di tua madre e dei suoi sbagli

Ma non prenderti tutte le colpe, non giustificarla sempre e non chiedere i suoi baci perché non se li è sempre meritati e non sempre sarà disposta ad ascoltarle, le tue parole di adorazione, quelle che già piovono dalla tue labbra

A volte gli sbagli cambiano la vita, danno una direzione che altrimenti non avremo mai preso e ci fanno vedere le cose in una prospettiva totalmente diversa da come siamo abituati a vederle…a volte ci stanno bene ma altre facciamo fatica ad abituarci, a volte siamo abbastanza grandi da accettarle a volte le spingiamo via piagnucolando e facendo i capricci

Non permettere che la tua vita sia l’ombra di qualcosa che non è mai esistito o di qualcuno che non è mai riuscito a capire veramente che cosa voglia dalla vita

Avrai voglia di sognare ancora un po’ quando sarai più grande…

Perdonala…quando capirai che l’amore fa male quando non lo si sa dominare




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DIARI
29 agosto 2007
Ti avrei regalato un papavero
                      Te ne vai

Per cercare le risposte a tutte quelle domande, per cercare un posto nell’universo, per trovare un nome alla tua condizione

Te ne vai portandoti tutti i ricordi per nasconderli dietro una foto, portandoti via tutte le cose che ti ho detto, tutte le cose che non ti ho voluto dire e tutte le cose che tenevo per un momento speciale

Te ne vai dicendomi che mi vuoi bene, abbracciandomi col filo spinato, baciandomi sulla guancia e nascondendo il pugnale

Te ne vai perché sei troppo sicura dell’incertezza che ti ha incantata con le parole giuste, quella che ti fa vivere giorno per giorno, quella che se domani sei morta fa lo stesso perchè non te ne renderai conto in tempo

Te ne vai perché sei felice così, perchè hai trovato quello che cercavi, perché ti basta farmi un cenno con la testa dall’altra parte della strada, perché hai dimenticato i nostri sogni, le nostre promesse e perché hai dimenticato le origini del tuo nome

Te ne vai perché non hai più voce, non hai più coscienza, non hai memoria e perché speri di trovare una pace lontana, senza sapore né dolce profumo, lontana dalle carezze di chi ti vuole bene e di chi ti amerà per sempre

Te ne vai ma spero che ti ricorderai di portare le chiavi di casa perché è sempre lì che mi troverai, ad aspettarti dove mi hai lasciata l’ ultima volta

La tua amica, che muore mentre tu te ne vai




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4 aprile 2007

 

Eccolo

Un'altra lezione di come piombare nella vita altrui lasciando mille schegge e poi sparire nel nulla come se non si fosse mai esistiti

E parlare di che poi?

Di quanto fosse stupido l’uomo o di quanto si senta grande quando invece avrebbe molto da imparare se solo alzasse gli occhi per guardare cosa ci fosse sopra di lui

O parlare di come fosse semplicemente soddisfacente stare fermi immobili a fissarsi negli occhi, soli, in silenzio, senza pretendere nulla

E poi andar via senza salutarsi

 

 

All’intruso di oggi, davanti ad un anonimo bar




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16 marzo 2007

Tremi e non sai il perché

Sono settimane che non dormi e la mattina prendi acidi per calmarti

Come il primo giorno di scuola quando non sapevi cosa t’aspettasse quando le persone sconosciute ti facevano paura e quando non vedevi l’ora di tornare a casa

Tua madre piange mentre tu stai rinchiusa nella tua stanza

Presto non potrai più parlare e ti resterà solo la chitarra per gridare

Hai bruciato tutto in un giorno e mieterai ancora vittime

La paura di ciò che non si conosce fa fermare tutto davanti ad uno specchio o sopra il letto

A volte mi chiedo cosa sarebbe successo se nessuno l’avesse saputo

Tua madre non sarebbe morta di nuovo e tuo padre sarebbe ancora uno tra i più buoni

A volte si fanno scelte personali e comunque collettive quando si pensa di far male solo a se stessi e si uccidono tutti gli altri

Non ho la cura non so se esista

Sapere volare e sapere morire senza cadere o cadere con stile e macchiarsi lo smoking

Le giornate iniziano la sera prima di andare a letto e ti svegli con lo stesso pensiero con cui sei andata a dormire come proseguendo un discorso

E tutto quello che vorresti è diventare sorda e cieca ma solo quando i cattivi pensieri non avranno svoltato l’angolo

E preferiresti aspettare sulla sedia immobile che la giornata finisca tanto lo sai che domani sarai stranamente euforica

E ti scopri a ridere ad alta voce come una scema mentre aspetti in fila alla posta

Adesso ridi  per niente

Ieri avresti ucciso per un respiro

Adesso prendi la chitarra e suona




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26 febbraio 2007




E ADESSO TROVATI UNA RAGIONE




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31 gennaio 2007

In primo luogo osservate con quanta previdenza la natura, madre e artefice del genere umano,
ebbe cura di spargere dappertutto un pizzico di follia. Se, infatti secondo la definizione
stoica, la saggezza consiste solo nel farsi guidare dalla ragione, mentre, al contrario, la follia consiste nel farsi trascinare dalle passioni, perché la vita umana non fosse del tutto improntata a malinconica severità, Giove infuse nell’uomo molta più passione che ragione : press’a poco nella proporzione di mezz’oncia ad un asse. Relegò inoltre la ragione in angolino dalle testa lasciando il resto del corpo ai turbamenti delle passioni.
Quindi, alla sola ragione contrappose due specie di violentissimi tiranni : l’ira, che occupa la rocca del petto e il cuore stesso che è la fonte della vita, e la concupiscenza che estende il suo dominio fino al basso ventre.
Quanto valga la ragione contro queste due agguerrite avversarie ce lo dice a sufficienza la condotta abituale degli uomini: la ragione può solo protestare, e lo fa fino a perderci la voce, enunciando i principi morali: ma quelle, rivoltandosi alla loro regina, la subissano di grida odiose, finché lei,
prostrata,
cede spontaneamente dichiarandosi vinta



                                                                            E.da R.
                                        




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26 gennaio 2007

Ti sei svegliata finalmente

Dove sono?

Da nessuna parte

E chi sei tu? Perché c’è tutto questo buio?

Questo è dove hai voluto essere, il buio l’hai chiesto tu ed io sono qui perché non ti decidevi a chiamarmi

Da quanto tempo sono qui?

Da quando non hai fatto altro che allontanarti

Allontanare? E da chi? Cos’è successo?

Davvero non ricordi nulla?

 

LE MANI SI FACEVA CALDE E GLI OCCHI SI CHIUDEVANO. DI NUOVO.

 

Quanto tempo devo stare ancora qui?

Non dipende da me. Sei tu che l’hai voluto

Io? E perché avrei dovuto? Perché c’è tutto questo silenzio?

Hai ucciso tutto.

 

IL FOLLETTO S’E’ MACCHIATO LE MANI DI SANGUE

 

Che stai dicendo! Tu sei pazzo! Fammi uscire da qui!

Non puoi

Voglio uscire! Aiutami!

Non posso

Certo che puoi! Tu mi hai portata qui!

Ti sbagli. Ci sei venuta di tua volontà. La prima volta è stata quando hai detto “ Solo questa volta” e poi ci sei venuta sempre più spesso.

Non ti capisco! A quando ti riferisci? Fammi uscire o spacco tutto!

Non capisci…hai già rotto tutto quello che si poteva rompere.

 

LUCE             NEBBIA         E ME STESSA NELLA MIA STANZA DA SOLA

 

Quella volta hai ucciso te stessa e poi tutti gli altri

Ma com’ è possibile? Vuoi dire che adesso sono morta? Ma io non ho sentito dolore…

La morte fisica è solo l’ultimo stadio

E adesso che ne sarà di me? Sono sola..

Tu stessa hai deciso di essere sola ma abbiamo deciso di darti un’altra opportunità

Abbiamo? Ma chi siete?

Noi siamo coloro che decidono quanto una persona o una cosa meriti di essere riparata o ridotta al nulla.

 

CALORE E CAOS DENTRO L’ESSERE  CHE CHIEDEVA PERDONO

 

Adesso puoi scegliere: puoi vivere seguendo la stessa strada che ti ha portata qui o puoi fare tutto il possibile per tenerti lontana dalle creature che divorano l’anima.

Ad un'unica condizione.

E quale sarebbe?

Non ricorderai nulla di tutto ciò che t’ho detto

E come faccio a non fare gli stessi errori se nessuno mi ricorda le conseguenze?

Ti darò un rammemoratore che non abbia voce, un segno indelebile sulla pelle, qualcosa che ti farà sempre ricordare quanto precaria sia la vita

IL DOLORE INDESCRIVIBILE FECE RISVEGLIARE L’ESSERE DAL COMA

 

CALORE E TRANQUILLITA’

 

E UNA LUNGA CICATRICE LUNGO TUTTO IL TORACE




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26 gennaio 2007

Piccola bambina dalla faccia sporca che tanto ti prodighi per difendere persone che non sanno che farsene del tuo interesse.

Era tua sorella.

E ti ha lasciato dietro la porta dopo averti chiesto di raggiungerla e tu hai venduto le tue ambizioni e ti sei messa di lato per correre da lei.

E ti chiedi perché nessuno sia disposto a correre per te. E ti chiedi perché ci sia tutta questa differenza tra te e lei e perché solo tu non te ne renda conto.

E’ ancora tua sorella ma tanta strada vi separa e tante le parole e i fatti che estranei hanno posto tra di voi e tu non parli più la sua lingua.

Dicono che esistano differenze tanto grandi che non potrai mai assomigliare a lei.

Sei una bimba scomoda e per arrivare a lei ti devono distrarre con una pallina.

Il cane da guardia è corso lontano, si chiude lo sportello e si corre lontano dalla tangenziale degli sguardi.

E tu non provi neanche a chiamarli…sai che non torneranno indietro…chi tornerebbe indietro per te?

E la pallina che ti hanno lasciato era pure avvelenata di dolci paroline e tu ti sei lasciata distrarre da quei “lo sai che ti voglio bene”... “lo sai che ci tengo troppo a te”…e non ti accorgevi che il veleno ti era già entrato nelle vene.

Sapevi che sarebbe finita così e quante volte gliel’hai detto…devi difenderti da sola, nessuno ti terrà tra le braccia quando cadrai a terra.

Piccola ragazzina insignificante…quando imparerai a dare ascolto ai tuoi sogni? Quelli sì che sono reali e ti salveranno.

Quale strana malattia t’inchioda al suolo? A quale ceppo sei stata legata?

Lei è una farfalla.. tu sei rimasta baco e breve sarà la tua vita se non ti deciderai ad uscire ma troppa è la paura di vederli in viso..

Ti hanno reso pesante il ruolo dell’amica ma saprai farlo bene solo se gli terrai il gioco e starai zitta.

E’ già da tempo che nascondi l’idea di partire, ma stavolta partire sola ti schiarirà le idee e non sarai più ombra a nessuno.

Ci sono riusciti ad allontanarvi ma lei ancora non lo sa…ingenua si diverte alle attenzioni di tutti e ti ha già dimenticata.

“Non è colpa sua” provi a difenderla ma non sei più il suo cane da guardia e sei stanca di essere d’intralcio a tutti quelli che vogliono raggiungerla, anche se a chiederlo è stata lei…

“Perché le devi impedire di avere un’ esperienza piacevole che la farà crescere? Chi diavolo sei tu per impedirle le migliori esperienze?!”

Ma non sapeva che era stata lei a chiedertelo e intanto le colpe sono tue, sempre tue perché la difendi, la proteggi, la tieni sotto il tuo controllo per pura gelosia o invidia o sincera preoccupazione o chissà per quale assurdo motivo! E devi stare a sentire anche lui…

Hai solo fatto quello che ti hanno chiesto, ti sei presa gl’insulti di chi ha sentito il rifiuto e non è comunque valso a nulla perché lei stessa è corsa da lui e a quel paese tutti i rimproveri che ti sei presa e tutte le cose a cui hai rinunciato.

E resti ancora interdetta a chiederti se ci sarà mai qualcuno che sarà disposto a rinunciare ai suoi sogni per te o se vali così poco da difendere da sola i tuoi interessi e prenderti cura anche di quelli degli altri.

Al gioco non sei più invitata.

 

Rivoglio la mia vita la mia libertà la mia solitudine cosciente la mia autonomia la mia voluta emarginazione.

 

 

LIBERATE L’AQUILONE

 

 

 




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20 gennaio 2007
farfalle...

     

Nella testa solo farfalle e folletti...quando imparerai a crescere?




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18 gennaio 2007


CI HAI RATTRISTATI  
              
                                  NON TI NASCONDO CHE SONO DEPRESSA

      
DOVRAI IMPEGNARTI PER GUADAGNARE LA NOSTRA FIDUCIA




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diari di viaggio
10 gennaio 2007


I NEED PAINKILLER



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27 novembre 2006

Ti scrivo mentre forse tu dormi

L’altra sera avrai fatto tardi, forse una delle più lunghe anche per te, forse una tra le più sbagliate e ancora lontano mille miglia

E la stanza non poteva essere più vuota..”questo è il mio mondo” disse l’uomo vestito da pietra lavica mentre i manichini vestiti da cerimonia si atteggiavano da gente importante nel girone dell’apparenza

Quanto avrei voluto avere la mie converse in quel momento! Troppe volte fuori posto…

E quando tutto ti sembrava così silenzioso e vuoto non ti resta altro da fare che prendere quella maledetta chitarra e gridare.. con una voce che tuttavia resta strozzata perchè hai paura della risposta

Tanto grande la tua voglia di evasione quanto la tua debolezza.. tanto da non riuscire neanche a tenere lo sguardo alto

E bere non ti servirà. Le verità che temi e fuggi te le porti dentro ed il bere a volte le zittisce ma altre le amplifica sino alla più brutale delle torture. E torni larva

Torni assente all’ennesima domanda, torni a morire

La sconosciuta ti disse che due anni sono ancora pochi.. Quella sera avrei voluto prenderti a testate perché non sono capace di dirtelo a parole e tu non avresti neanche l’interesse di capire..

Ho perso l’uso della parola quando ho cominciato a disegnare. Non sentivo più il bisogno di usare le labbra per esprimere concetti perché tutto quello che sentivo e volevo dire era stilizzabile su di un pezzo di carta. E a volte non bastava neanche quello. A volte il bisogno di esprimere quel qualcosa di sconosciuto, di impronunciabile e di tanto incontenibile si trasformava in un feroce bisogno di riempire qualsiasi superficie.

E imbrattavo i muri della scuola e ogni banco su cui studiavo e ancora l’armadio e la scrivania e la libreria.. e mi tagliavo i capelli, li tingevo e poi ancora più corti e sempre più alti

Non trovavo nulla che riuscisse ad esprimere quello che volevo dire e quello che mi stava succedendo era troppo grande e indescrivibile tanto da averne paura

Era solo quando tutto taceva e tutto si spegneva che restavo ad ascoltare la penna che scivolava sul foglio.. concetti vacui e la mente sempre più confusa

E ancora una volta fuori posto.. hai mai avuto la sensazione che questa vita non t’appartenesse?

Più o meno quando non hai voglia di parlare e ascoltare nessuno e allora prendi la chitarra e cominci a sussurrare la tua canzone. Perché è l’unica cosa di cui hai certezza. La tua chitarra.

E non sai quante volte l’ho invidiata.. l’unico strumento che ti mette in contatto col resto del modo e il mondo col resto di te perduto nello spazio

E più accordate erano le note e più dolcemente affluivano le idee

Ho imparato a memoria IRIS perché so che ti piace un sacco ma non te la dedicherò perché appartiene ad un’ altra

Ti dedicherò “you’re so naive so” perché sei ancora così ingenuo…

E resti ancora lontano mille miglia e non mi vedi e mai mi vedrai  ed io non riesco a starti davanti e non desiderare di sparire

Immobile e silenziosa guardo te che ti distruggi senza sapere come poter far qualcosa

Non conosco le canzoni che canti ma conosco il tuo sguardo mentre le canti che è maledettamente simile al mio e così maledettamente distante dalle persone che ti stanno attorno

Insomma, non è il momento, non sono le parole, non è la persona…e sembra tutto così sbagliato!

Non voglio entrare nella tua testa per sapere quello che pensi, vorrei che entrassi tu nella mia testa per vedere quello che vedo io e ascoltare le parole che non riuscirò mai a dire per farti capire che non siamo poi così lontani..

Io sono simile a te come tu lo sei alla figura riflessa nello specchio.

E’ solo questo che vorrei farti capire

Non sei solo




permalink | inviato da il 27/11/2006 alle 12:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
13 novembre 2006

E rinuncerei per sempre a toccarti
Perchè so che tu mi senti in qualche modo
tu sei molto più vicina al paradiso di quanto possa mai esserlo io
E non voglio andare a casa proprio adesso
E tutto quello che posso gustare è questo momento
E tutto quello che posso respirare è la tua vita
E prima o poi finirà
Voglio solo che tu stanotte non mi abbandoni

E non voglio che il mondo mi veda
Perchè non credo che capirebbero
Quando tutto è fatto per rompersi
Voglio solamente che tu sappia chi sono

E non puoi combattere contro le lacrime che non scendono
O contro quel poco di verità nelle tue bugie
Quando tutto sembra come nei film
Yeah, tu sanguini solamente per capire se sei viva

E non voglio che il mondo mi veda
Perchè non credo che capirebbero
Quando tutto è fatto per rompersi
Voglio solamente che tu sappia chi sono

E non voglio che il mondo mi veda
Perchè non credo che capirebbero
Quando tutto è fatto per rompersi
Voglio solamente che tu sappia chi sono

E non voglio che il mondo mi veda
Perchè non credo che capirebbero
Quando tutto è fatto per rompersi
Voglio solamente che tu sappia chi sono




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11 ottobre 2006



 Morfeo che rapisce

 Morfeo che allevia il dolore

Morfeo che risana….

               Non basteranno tutte le notti della mia vita a dimenticare certi giorni o certi  cattivi  pensieri e saranno comunque ancora troppo grandi le vocali e immense le consonanti da poter dimenticare pure le parole.

  Morfeo che apre le finestre e ricopre d’un sottile velo luminoso i volti di coloro che aspettano la notte per vivere a me ha lasciato scoperta la fronte..

Non si perdonano certi errori , mi dice a volte.

Si siede accanto per sentirti respirare, a volte commosso a volte perplesso da quei respiri soffocati che mozzano parole che ingoi anche quando dormi.

Sei ancora così ingenua…sicuramente penserà.

E vorresti nasconderti sotto le coperte per non sentire quei occhi di ghiaccio che scrutano e ti senti nuda e indifesa.

 

Dimmi quello che pensi  e lasciami in pace.

Non se ne andrà lo stesso. La tua è la stupida ingenuità di chi sa e fa finta di non sapere sperando di non dover per forza ripassare dal Via.

Morfeo che guarda e capisce…non verrà a prenderti questa notte.

Non ti resta che aspettare il mattino e sperare che sia meno logorante della notte.

Non vuoi restare sola con te stessa e la notte ha cominciato a metterti paura.

Se Morfeo capisse veramente ti porterebbe via con sé…al mattino la rugiada bagnerebbe solo lenzuola stropicciate e tu non dovresti alzarti e camminare scalza su pavimenti freddi e stanze immensamente vuote….e accasciarti al suolo ancora..

A macchie nere e bianche su sfondo rosso.

Spegni la luce e ascoltati.

 





permalink | inviato da il 11/10/2006 alle 14:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
1 ottobre 2006



permalink | inviato da il 1/10/2006 alle 23:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
28 settembre 2006




FINALMENTE LE COSE VANNO NEL VERSO GIUSTO!!




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1 settembre 2006

Un giorno conobbi un uomo seduto su di una panchina.

Indossava un lungo impermeabile grigio ed un cappello che scopriva solo la folta barba.

Aveva con sé un ombrello ed un giornale.

Diceva che presto le cose dovevano cambiare perché il capo dei capi non aveva più voce e la tela era di nuovo bianca.

Sorrideva guardando davanti a sé e le lacrime si nascondevano tra i peli ispidi della barba.

“Ho amato tanto e nonostante tutto mi sento solo”

ma questo lo si poteva solo capire dal suo tono di voce.

Quando cominciò a piovere mi regalò il suo ombrello e non voleva ripararsi; quando s’ alzò il vento mi coprì col giornale e gli volò via il cappello.

Lunghi e grigi erano anche i suoi capelli ed i suoi occhi erano d’ un azzurro ormai spento..così rassegnato era il suo volto, così vissuto e così malinconico.

E quando uscì il sole, si coprì bene e andò via.

“Corri” mi disse prima di andarsene “va! Tu puoi ancora farcela.. chiudi gli occhi e comincia a dipingere”

Sarà la volta buona, pensai, e guardandolo andar via disegnai su di un foglio un grande aquilone incagliato tra i rami d’un abete.

Son sicura che tornerà per liberarlo quando deciderà di liberare se stesso dai fantasmi che lo perseguitano da una vita.

Si può tornare giovani, ancora.

 

 




permalink | inviato da il 1/9/2006 alle 17:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
1 settembre 2006

Piccola bambina dalla faccia sporca che tanto ti prodighi per difendere persone che non sanno che farsene del tuo interesse.

Era tua sorella.

E ti ha lasciato dietro la porta dopo averti chiesto di raggiungerla e tu hai venduto le tue ambizioni e ti sei messa di lato per correre da lei.

E ti chiedi perché nessuno sia disposto a correre per te. E ti chiedi perché ci sia tutta questa differenza tra te e lei e perché solo tu non te ne renda conto.

E’ ancora tua sorella ma tanta strada vi separa e tante le parole e i fatti che estranei hanno posto tra di voi e tu non parli più la sua lingua.

Dicono che esistano differenze tanto grandi che non potrai mai assomigliare a lei.

Troppe persone ti gridano in faccia le tue carenze…non sei alta come lei, non hai le unghia belle e curate come lei, non hai i suoi lineamenti delicati, non hai i suoi ricci e non hai il suo corpo.

Ti dicono che anche tu sei carina ma…altri stanno costruendo palazzi che non sono mai esistiti tra di voi per separarvi.

Sei una bimba scomoda e per arrivare a lei ti devono distrarre con una pallina.

Il cane da guardia è corso lontano, si chiude lo sportello e si corre lontano dalla tangenziale degli sguardi.

E tu non provi neanche a chiamarli…sai che non torneranno indietro…chi tornerebbe indietro per te?

E la pallina che ti hanno lasciato era pure avvelenata di dolci paroline e tu ti sei lasciata distrarre da quei “lo sai che ti voglio bene”... “lo sai che ci tengo troppo a te”…e non ti accorgevi che il veleno ti era già entrato nelle vene.

Sapevi che sarebbe finita così e quante volte gliel’hai detto…devi difenderti da sola, nessuno ti terrà tra le braccia quando cadrai a terra.

Piccola ragazzina insignificante…quando imparerai a dare ascolto ai tuoi sogni? Quelli sì che sono reali e ti salveranno.

Quale strana malattia t’inchioda al suolo? A quale ceppo sei stata legata?

Lei è una farfalla.. tu sei rimasta baco e breve sarà la tua vita se non ti deciderai ad uscire ma troppa è la paura di vederli in viso..

Ti hanno reso pesante il ruolo dell’amica ma saprai farlo bene solo se gli terrai il gioco e starai zitta.

E’ già da tempo che nascondi l’idea di partire, ma stavolta partire sola ti schiarirà le idee e non sarai più ombra a nessuno.

Ci sono riusciti ad allontanarvi ma lei ancora non lo sa…ingenua si diverte alle attenzioni di tutti e ti ha già dimenticata.

“Non è colpa sua” provi a difenderla ma non sei più il suo cane da guardia e sei stanca di essere d’intralcio a tutti quelli che vogliono raggiungerla, anche se a chiederlo è stata lei…

“Perché le devi impedire di avere un’ esperienza piacevole che la farà crescere? Chi cavolo sei tu per impedirle le migliori esperienze?!”

Ma non sapeva che era stata lei a chiedertelo e intanto le colpe sono tue, sempre tue perché la difendi, la proteggi, la tieni sotto il tuo controllo per pura gelosia o invidia o chissà per quale assurdo motivo! E devi stare a sentire anche lui…

Hai solo fatto quello che ti hanno chiesto, ti sei presa gl’insulti di chi ha sentito il rifiuto e non è comunque valso a nulla perché lei stessa è corsa da lui e a quel paese tutti i rimproveri che ti sei presa e tutte le cose a cui hai rinunciato.

E resti ancora interdetta a chiederti se ci sarà mai qualcuno che sarà disposto a rinunciare ai suoi sogni per te o se vali così poco da difendere da sola i tuoi interessi e prenderti cura anche di quelli degli altri.

Al gioco non sei più invitata.

 

Rivoglio la mia vita la mia libertà la mia solitudine cosciente la mia autonomia la mia voluta emarginazione.

 

 

LIBERATE L’AQUILONE

 

 

 




permalink | inviato da il 1/9/2006 alle 17:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
31 luglio 2006

22 luglio 2006

"mi gioco il jolly e ti regalo 20 anni"
è questo che avrei voluto fare stamattina quando ti ho vista. Non mi hai neanche riconosciuta quando ti ho salutata ma son contantya di essere stata l' ultima. Quando ti sveglierai ti ricorderai dell'ultima cosa che hai visto no?
Silenzio
non sento più il tuo respiro affannoso e forzato di ieri sera e non vedo più la lucetta che lasciavi accesa, nel caso volessi andare in bagno.Ti vedevo dalla cucina e per un attimo mi è sembrato che m' avessi vista.
Silenzio
come quello di questi tre giorni in cui hai deciso di non parlare e in fondo per dire cosa? I tuoi occhi lo facevano, soprattutto quando fissavano il vuoto anche con tuo figlio davanti. e' stato in quel momento che hai detto "sto morendo" e gli occhi scivolavano lenti lungo la parete bianca. L'hai ripetuto anche stamattina, per l'ultima volta, quando ti ho salutata prima di uscire. Hai cercato di alzare lo sguardo per incontrare il mio ma ti sei fermata a metà strada. La maglietta era nera.
Silenzio




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31 luglio 2006

22 luglio 2006

"mi gioco il jolly e ti regalo 20 anni"
E' questo che avrei voluto fare stamattina quando ti ho vista. Non mi hai neanche riconosciuta quando ti ho salutata ma son contantya di essere stata l' ultima. Quando ti sveglierai ti ricorderai dell'ultima cosa che hai visto no?
silenzio
non sento più il tuo respiro affannoso e forzato di ieri sera e non vedo più la lucetta che lasciavi accesa, nel caso volessi andare in bagno.Ti vedevo dalla cucina e per un attimo mi è sembrato che m' avessi vista.
ilenzio
come quello di questi tre giorni in cui hai deciso di non parlare e in fondo per dire cosa? I tuoi occhi lo facevano, soprattutto quando fissavano il vuoto anche con tuo figlio davanti. e' stato in quel momento che hai detto "sto morendo" e gli occhi scivolavano lenti lungo la parete bianca. L'hai ripetuto anche stamattina, per l'ultima volta, quando ti ho salutata prima di uscire. Hai cercato di alzare lo sguardo per incontrare il mio ma ti sei fermata a metà strada. La maglietta era nera.
Silenzio

 




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9 giugno 2006

Della serie: “ Com’è umano lei…”

 

Vorrei fare un ringraziamento speciale e sincero al sig. I***** L**** ( classe ’53)

Per aver denunciato i miei genitori per la Sua negligenza;

Grazie per aver accusato mia madre di averLe provocato traumi addominali,cervicalgici ed escoriazioni al braccio quando a lei, mia madre, le sono stati impiantati chiodi in tutte e due le gambe, dal femore al perone, subendo atroci dolori che Le lascio solo lontanamente immaginare e che non sono serviti a guarirla lo stesso perché rimarrà zoppa per il resto della sua vita dato che adesso ha una gamba più corta dell’altra ( e scusi se è poco);

Grazie per aver denunciato mio padre, che risponde come proprietario della macchina, veicolo per il quale si è indebitato e per cui il quale dovrà continuare a indebitarsi per finire di pagare il trasposto d’ urgenza a Roma, il soggiorno, gli attrezzi di sostegno per disabili e le varie terapie riabilitative

Grazie per aver richiesto, tramite avvocato, euro **.***,00 oltre agli euro *.***,00 già avuti dall’ assicurazione come rimborso ai danni materiali ( poverino.. ha dovuto ricaricare il condizionatore alla jeep..) e morali a mio padre che dovrà lavorare oltre l’ età del pensionamento per colmare le spese che Lei, con un solo Suo mese di pensione, potrebbe estinguere due volte;

Grazie per aver rovinato la serenità di mio padre sino ed oltre il 16 ottobre del corrente anno, giorno in cui dovremo presentarci all’udienza per difendere la nostra causa e per testimoniare contro i Suoi due testi sbucati dal nulla e tengo a sottolineare che dovrò testimoniare io, quale teste presente e vittima al momento dell’accaduto, per difendere quanto più possibile la mia famiglia alla gente avida e avara che dei soldi ne ha anche troppi ma cerca la qualunque scusa per estorcere altro denaro .

La ringrazio anche di questo, di averci reso la vita semplice (sa, non sapevamo che farcene dei pochi risparmi di mio padre.. fortuna che Lei ci ha chiarito le idee!)

Spero che il Suo avvocato sia abbastanza bravo.

Buona fortuna




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9 giugno 2006

Eccoti qui di nuovo sola e cosa si prova?

tutto bene tutto regolare e alla fine si ritorna larva e solo ora hai capito il perché

per qualche motivo l’avevi dimenticato ma Lei no e agiva di conseguenza.. l’avevi promesso, ecco cosa ti fermava,

il primo e l’ultimo hai giurato e forse le promesse dimenticate sono quelle che riesci a mantenere meglio, buffo ammasso di fogli e matite e muri da verniciare

adesso riuscirai anche a disegnarlo quel molo dove l’hai visto salpare l’ultima volta e riuscirai anche a scorgere l’àncora a cui hai legato la tua anima

così vuota e inconsistente il tuo corpo andava dissolvendosi ad ogni passo contro ogni legge logica della fisica e pesavi sempre di meno e non era perché saltavi i pasti

lungi dall’essere sostegno del tuo debole involucro la tua anima combatteva contro le bestie marine vittima sacrificata per salvarne altre

non ti resta che raggiungere il faro per scrutare all’orizzonte quei piccoli puntini bianchi che

s’ avvicinano e sperare che torni quel veliero (si era proprio un veliero) con l’anima prigioniera che più volte gli ha salvato la vita e ancora una volta lo vedrai sorridere come quella volta in cui sapeva d’ averti già legata a sé e scriveva sul fianco dell’ imponente veliero 

 

LA VERITA’ CI RENDE LIBERI




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E SAPERE ACCETTARE QUELLO CHE LA VITA HA DA OFFRIRTI
























Mani in alto fuori di qua
Non resteremo più prigionieri
Ma evaderemo come steve mc queen
O come il grande clint in fuga da alcatraz
Senza trattare niente con chi
Ha già fissato il prezzo al mercato
Nei nostri sogni e dentro ai nostri giorni e per la nostra vita

Liberi tutti
Liberi tutti
Liberi, liberi, liberi
Liberi tutti
Liberi tutti
Liberi tutti
Liberi, liberi, liberi
Liberi tutti

Dai virus della mediocrità
Dai dogmi e dalle televisioni
Dalle bugie, dai debiti, da gerarchie, dagli obblighi e dai pulpiti
Squagliamocela
Nei vuoti d'aria della realtà
Tracciamo traiettorie migliori
Lasciando le galere senza più passare dalla cassa

Liberi tutti
Liberi tutti
Liberi, liberi, liberi
Liberi tutti
Liberi tutti
Liberi tutti
Liberi, liberi, liberi
Liberi tutti

Da ciò che uccide te e tutto ciò che ho intorno

Liberi tutti
Liberi tutti
Liberi, liberi, liberi
Liberi tutti
Liberi tutti
Liberi tutti
Liberi, liberi, liberi
Liberi tutti

Da ciò che uccide te e tutto ciò che ho intorno
Dall'uomo che non è padrone del suo giorno
Da tutti quelli che inquinano il mio campo
Io mi libererò perché ora sono stanco


Subsonica













HO LETTO

Scrutatore d'anime  GRODDECK  (NOI UOMINI CREDIAMO DI VIVERE MA NON E' VERO. VENIAMO VISSUTI.)

Bastogne  ENRICO BRIZZI  ( E' UNA LOTTA A CHI SI FA MALE PRIMA E NOI SAREMO GLI ULTIMI A CADERE)

11 Minuti  / Il cammino di Santiago   PAULO CHOELO  ( NON SI PERDE NESSUNO PERCHè NON SI POSSIEDE NESSUNO)

L'amora dannoso  / Il quaderno delle donne 
MARIA RITA PARSI 

La neve se neve se ne frega  LUCIANO LIGABUE

100 colpi di spazzola prima di andare a letto  MELISSA P.   (PER CHI HA FRETTA DI TROVARE IL PRINCIPE AZZURRO)

La ragazza di Trieste  FESTA CAMPANILE
( L'AMORE è L'UNICO RIMEDIO ALLA ALLA CONDIZIONE UMANA, ALLA PAURA DELLA VITA E DI SE STESSI...MA NON SEMPRE)


E TANTI ALTRI..






HAI L'IMPRESSIONE DI AVER SBAGLIATO? SOLO CHI STRISCIA NON INCIAMPA



Parole dolci
parole complicate
parole semplici
parole alate
parole inutili
parole piu’ affilate di una lama
parole fresche
parole come gocce di rugiada

parole che un cuore possono spezzare
parole che ti fanno sanguinare
parole che possono incendiare
gli animi di una rivoluzione

parole uniche
parole che in un lampo a te conducono
parole fragili
parole che poi puntano e distruggono
parole stupide
parole che non sanno dove andare
parole acqatiche
che il mare azzurro sanno attraversare

parole che un cuore possono spezzare
parole che ti fanno sanguinare
parole che possono cambiare
quello che sembrerebbe immutabile

parole magiche
parola mia d’onore
le piu’ struggenti
parole d’amore
parole al vento
parole che si perdono nel tempo
parole date
e gia’ dimenticate

parole che un cuore possono spezzare
parole che sembrano mai bastare
parole che possono cambiare
quello che sembrerebbe immutabile
parole che un cuore possono spezzare
parole che ti fanno sanguinare
parole che possono incendiare
gli animi di una rivoluzione
parole che possono cambiare
quello che sembrerebbe immutabile

Meg.






Finché rimaniamo generici chiunque può imitarci, mentre il nostro particolare non può imitarlo nessuno; perché? perché gli altri non lo hanno vissuto.

Goethe




IL CANNOCCHIALE